CRONACHE DEL TEMPO DELLA PANDEMIA

NEL MALE LA COERENZA È UN DISVALORE

Non c'è solo "la banalità del male" ma, nel male, anche la banalità della coerenza

di Aldo Pirone

Moni Ovadia è un artista di grande livello, ebreo e di sinistra, anzi marxista. Per questo ha suscitato scalpore la sua ammirazione per Giorgia Meloni definita politico di "altissimo livello". Ovadia, dice, è talmente scandalizzato dalla pochezza intellettuale dei dirigenti di sinistra, a parte Fratoianni, da non poter non elogiare "le qualità politiche, tattiche, strategiche e di coerenza" della leader neo fascista. L'ha definita un'iperbole ma ciò non gli ha evitato dissensi e contestazioni da amici e compagni. Tra questi, Gad Lerner, intellettuale ed ebreo anche lui, che gli ha risposto citandogli alcune orripilanti espressioni usate dalla Meloni: " 'Soros usuraio', 'Sei nomade? Devi nomadare!', 'O parmigiano, portami via', 'Vermi magrebini', 'Bastardo spacciatore nigeriano'... non mi spingerei - dice Lerner - fino a definirla 'leader di altissimo livello' ".

Può capitare, ed è già successo altre volte e in altre epoche, che di fronte a certe alleanze o convergenze con forze politicamente antitetiche e moralmente assai discutibili fatte dalla sinistra - anche quando essa era a maggioranza comunista e a dirigerla erano persone del calibro di Togliatti, Longo, Berlinguer - il giudizio morale, ma sarebbe meglio dire, in quei casi, "moralistico", abbia sopravanzato quello freddamente politico. Tanto più oggi, quando gli esponenti dello sgarrupato campo progressista che si era raccolto attorno a Conte - escluso Renzi ovviamente - sono quello che sono. A questo proposito Ovadia fa l'esempio del segretario del Pd Zingaretti che non trova di niente di meglio in questi frangenti che esaltare Barbara D'Urso. Ma da qui a elogiare in quei termini la "coerenza del male" ce ne passa ed è comunque sbagliato, per non dire aberrante, quando si tratta di una neofascista come Giorgia Meloni che non solo non ha rinnegato sostanzialmente nulla dei propri maestri fascisti, da Mussolini ad Almirante, ma ne continua coerentemente, mutatis mutandis, a praticare l'ispirazione nazionalista e xenofoba, in collegamento con forze politiche straniere fortemente antidemocratiche, antisolidaristiche, antieuropee, sottilmente antisemite e antitaliane (Orbàn ecc.). Lo si è visto in quest'anno drammatico sia nella lotta alla pandemia (dittatura sanitaria ecc. ha vomitato) che di contestazione al tentativo dell'Europa di mutare l'arcigna politica egoistica di austerità in quella della solidarietà testimoniata dal Net Generation Eu che ha stanziato per l'Italia gli aiuti sostanziali che si conoscono.

E questo indipendentemente dal giudizio politico diverso che, a sinistra, uno può legittimamente dare sull'operazione governo Draghi e sulla sinistra che l'ha accettato.
La coerenza in politica non è un valore in sé, dipende da chi e su che cosa è praticata. E quando si tratta di fascisti o neo fascisti essa diventa un disvalore. Altrimenti dovremmo ammirare la coerenza di Hitler nel perseguire la guerra e l'olocausto, o quella di tanti altri mascalzoni e politici criminali che hanno popolato il mondo nel passato e nel presente mettendo in secondo piano i loro crimini e le loro malefatte.

Ovadia dovrebbe sapere che non c'è solo, per dirla con Hannah Arendt, "la banalità del male" ma, nel male, anche la banalità della coerenza. E Giorgia Meloni questa rappresenta.