DUE NOTE PER

"IL VENTO DEI PENSIERI"

DI BENEDETTO TUDINO

«Troppe note, caro Mozart!» Probabilmente dentro tutti noi c'è un piccolo imperatore Giuseppe II che, scorrendo per la prima volta queste pagine, vorrebbe prendere sottobraccio l'autore e protestare amabilmente: «Troppe parole, Benedetto.» Hai ragione, caro Giuseppe II di tutti noi, sono troppe queste parole per il tuo modo di leggere, che pretende di scartare significati come caramelle, ma potresti provare a usarle per come sono state concepite: un sostegno al tuo passo, un ponte sul vuoto, il nastro dorato di Dorothy che stavolta ti guiderà nel regno del nonsense, dove si avventura Mongolfiera, un pallone gonfiato che ha perso la strada per la Stella Polare. Sì, hai letto bene. Non è la Stella Polare a guidarla, è il pallone ad andarne in cerca. Strana storia, eh? Eravamo abituati a perdere la strada nella selva di Dante, con belve che ci aggrediscono, un poeta che ci assiste e un ottimo Sole a indicarci la direzione. Ma se l'inferno fosse il vuoto? Se il problema non fosse perdersi nella nebbia, ma dondolare in una confusione senza accessi a una dimensione solida, senza 6 nessuna indicazione di riferimento? Se la questione fosse ritrovarsi sospesi nell'inutilità del proprio essere, nella solitudine dell'assenza di relazioni, nel deserto delle emozioni? Se fosse insomma quello che ci è accaduto in questo tempo di pandemia, di cui forse non abbiamo ancora ben compreso le conseguenze? Mongolfiera ha la testa calda, un cesto di memorie disordinate e lo spezzone di un ormeggio che si tira dietro come la speranza di poter ritrovare un approdo, il sogno buono dell'infanzia che ricorda di aver vissuto. Sì, lo so, imperatore Giuseppe II di tutti noi, adesso ti senti un po' agitato, non ti piace questo vuoto, questa sorta di disperazione non ancora avvertita come tale. Eppure... Qualcosa ti dice che una parte di te sta viaggiando come Mongolfiera, che è questo che non volevi sentire nelle troppe note? Allora le troppe parole di Benedetto ti riguardano. Prova a camminarci su. Buona trasvolata.

Giovanna Koch


In un'epoca dove l'Arte e la Bellezza sono relegate all'ultimo posto, noi di Argento Vivo Edizioni rivendichiamo la volontà di curare le nostre piantine dando loro delle salde radici, ossia una base solida su cui crescere e costruire il proprio futuro. Questo gigantesco progetto editoriale è un dono prezioso che Benedetto fa a tutti noi e che la casa editrice mette a disposizione di chi abbia ancora voglia di sognare. Perché Il vento tra i pensieri, con la sua bellezza, è espressione stessa di quello Pneuma, lo Spirito che incontra la potenza del nostro pensiero, vale a dire l'unica qualità che ci permette di cogliere quel soffio vitale e utilizzarlo per restituire una scintilla di divinità a chi verrà dopo di noi.

William Silvestri