Donne oltre confine

di Alessandro Bianchi

a cura di

Madame Bovary e Hanna Karenina


Le cronache di questi giorni ci raccontano quale prezzo ancora oggi pagano le Donne quando non si piegano allo stereotipo sentimentale femminile.

Donne uccise, violentate, umiliate per aver detto si all'Amore che esplodeva nel loro cuore oppure no all'amore malato che le derubava della loro dignità di persona. Cronache che fanno venire alla memoria l'anticonformismo anticipatorio della questione di genere che accomuna due capolavori della letteratura dell'Ottocento, Madame Bovary ed Anna Karenina.

Chissà quante Lettrici si sono riconosciute nell'una o l'altra protagonista di queste storie di riscatto della condizione femminile, tanto diverse tra loro nelle emozioni e nei modi di essere quanto accomunate da un Amore per la Vita che non si arresta neanche di fronte alla Morte.

Madame Bovary è la storia di Emma Rouault, figlia di un bracciante agricolo che sposa un medico benestante di un paese di provincia, Charles Bovary. Gustave Flaubert la ritrae come una donna confusa, travolta dalla noia della vita di provincia che cerca di rompere abbandonandosi a relazioni extraconiugali e stravolgendo i canoni della condotta femminile dell'epoca per riportarli sullo stesso piano di quella maschile.

L'eroina flaubertiana è alla continua ricerca di evasione dalla realtà e lo fa identificandosi con la vita e le vicissitudini dei personaggi che incontra nelle sue letture, concedendosi infine, sola e piena di debiti, ad un sonno eterno procurato dal veleno.

Tutt'altro tratto riservato da Tolstoj alla sua Anna Karenina.

Anna è una Donna che non subisce ma decide. La leggerezza, la fragilità, l'ingenuità e soprattutto l'ambiente della Bovary sono sul suo versante opposto. La Karenina è bellissima, elegante, ricca, di schiatta elevata e con una vita assolutamente realizzata, a cominciare da un quadro familiare emblema della perfezione. Sarà proprio questa perfezione che Lei sacrificherà sull'altare di un Amore illecito, rinunciando alle sue sicurezze per salire con audacia sul treno dell'Amore che non si ferma alle stazioni della convenienza. Quel treno che da occasione di felicità Lei stessa muterà in strumento di morte, gettandosi sotto le sue ruote come atto di accusa per averle offerto l'incontro che le ha stravolto la vita.

La lettura, e la rilettura, di questi due pilastri della narrativa è prima di tutto un'occasione per evitare di dare per scontato il lungo e doloroso percorso dell'impegno per la parità di genere di tante generazioni di Donne ed Uomini. Quell'impegno che ha proclamato il diritto di non pagare il prezzo delle colpe di altri alle Madame Bovary ed Anna Karenina dei nostri tempi.

Per altro verso una riflessione su quanto, in questo lungo e certamente non compiuto cammino per l'affermazione di un 'idea della dignità della Persona senza barriere, sia irrinunciabile la partecipazione delle due facce della medaglia, quella maschile e quella femminile.

Ci sembra di vederli la Karenina con Tolstoj e Madame Bovary con Flaubert passeggiare mano nella mano per le vie del mondo ad insegnare a tutti noi che non si declina al maschile od al femminile il senso più profondo della Vita: la Libertà.

Alessandro Bianchi


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Alessandro Bianchi è un giovane studioso ventiduenne che vive a Vairano Patenora, in provincia di Caserta. Appassionato di Letteratura, Storia e Filosofia, è laureato in Lettere Classiche ed aspira ad intraprendere la carriera universitaria. Sta facendo i primi passi nel mondo del giornalismo, collaborando tra l'altro con il Team Cultura di Abili Oltre. Dice di sé: "Voglio volare, anche se il destino non mi ha concesso le ali."