BRUNO CONTE

ALCUNE VOCI DA INUTOPIA


--- Il responso è evocato dalla Sibilla, costituita in un oggetto cubitale, di media dimensione. Sul suo schermo il responso appare nella sua sintesi ineluttabile. Nel corpo della Sibilla è come se venisse inghiottita a imbuto e vagliata ogni discussione parlamentare di ogni governo del mondo.

--- Il potere della Sibilla si instaura per saturazione, quando il colmo delle discordie, divenuto insopportabile dopo numerose burrasche, cede a una naturale impotente stanchezza.

--- La religione del mondo è la religione degli umani concordi alla ricerca di un equilibrio nella natura del mondo. Ecco i giovani: attenti seriosi seminaristi agnostici.

--- (...) Nei territori desertici piccole oasi. Anche oasi ricavate dall'ingegno degli interventi. Davvero inutile, costoso e dannoso, pensare a rendere abitabili altri pianeti lontani e nocivi.

--- (...) Le nascite devono essere comunque ovunque regolate. Il numero degli abitanti deve rimanere equilibrato alle risorse del pianeta.

--- La libertà è condizionata dall'equilibrio. Abolite le false necessità. La pubblicità è spenta, nelle sue forme più o meno esplicite. Non vi sono divieti ma sentimenti di non fare.

--- La lentezza è il cuore della velocità.

--- La minimoltitudine degli abitanti decide seguendo la Sibilla. Essa ha incamerato e va incamerando informazioni vitali, che non devono essere contagiate da interessi individuali e locali ma rispecchiare la situazione contingente che accade nella vicinanza risultante anche dalla lontananza.

--- (...) I reati più perseguiti: maleducazione, mediocrità recidiva in conformismo.

--- Qualunque violenza deve essere abolita. Abolirla senza violenza, attraverso diffusa soffusa sonnolenza.

--- Vivere è un'arte. Tutti sono poeti, nella loro sorridente mestizia.

--- Ci sono degli artisti che si considerano tali e che vengono considerati tali, non per fini commerciali o per singolare abilità di visibilità. Le loro opere circolano quasi gratuite, a volte anonime.

--- L'anonimia è una forza sociale, un'onda che si estende sulla comunità. Così si succedono sullo schermo di ogni casa volti sempre diversi, dai nomi sfuggenti in diverse versioni.

--- Non si tenta di accarezzare il vizio del pubblico, tendente al basso. Il pubblico deve con disposizione d'animo avvicinarsi all'autentico dell'arte e del modo di vivere, frutto di una plurima sottintesa attività culturale, indipendente e sorvegliata. Così ci si riferisce alla scienza e alla conseguente tecnica, che non deve seguire il capriccio del consumismo ma raggiungere le vere necessità.

--- Ognuno nella scuola scopre la propria attitudine entro i propri limiti, che si possono in caso ampliare, senza angoscia. Da grande voglio fare l'idraulico, il ferroviere, il contadino, l'attore del cinema, lo scienziato del profondo. Ognuno ha lo stesso valore dell'altro.

--- Si arriva a non essere portati all'ammirazione di qualcuno: capi, dive, facce emergenti. Che comunque non emergono. Tutti sono soddisfatti di aver raggiunto se stessi come componenti della propria univoca mitologia.

--- E' un mondo triste? Escluse le guerre, con il timore delle guerre, le spese degli armamenti, esclusa la voglia di arricchire, per potere personale, innalzando la propria immagine e acquistare privilegi da fare invidia, viene quasi da ridere.

--- (...) Non esistono più né zanzare né pipistrelli.

--- Non è un regime. E' una nuvola appiedata, formiche vestite di grigio che contemplano un arcobaleno.