Le Parole fra Noi

Da "Perimetri accerchiati"

UN RACCONTO DI SILVANA BARONE

CERCHIARE IL TRIANGOLO

Un fatidico giorno, su Adamo ed Eva si posò un ficcante occhio polifemoide, uso a controllare geometricamente e in modo paranoico come dovesse procedere il futuro dei due.

E fu una renetta gialloverde a dar smalto al primo rosso divieto all'immortalità, al primo accesso alla Storia degli umani.

I giallorossi, i rossoneri sarebbero subentrati molto tempo dopo.

Di quel che accadde ad Eva per secoli non si ebbero notizie. Il suo destino fu considerato di seconda importanza. Adamo, espulso dal'Eden, solo e senza riferimenti, prese ad avere dubbi non solo sulla mela, ma su ogni possibile triangolo.

Convintosi presto che la Mela val pure una Messa, Adamo iniziò ad offrire oboli al Gran Salvadanaio, in attesa d'esser primo tra gli ultimi, o meglio il paladino di tutti gli sfigati.

Fu applaudito, considerato un santo, ma si sa, questo avviene all'inizio.

Tutti felici per qualche tempo, poi il popolo sussurra : Tu non mi ami abbastanza, sei il solito dittatore, pensi solo a te!-

In breve ritorna la diffidenza, e con un "no" il popolo finisce per dire "si" sia al divorzio che all'aborto.

Tutti i triangoli tremano. Tra i più famosi: Crono, Era, Zeus; Laio, Giocasta, Edipo; Ulisse, Penelope, Telemaco; Giuseppe, Maria, Gesù.

In Adamo non può che radicarsi un soffocante sentimento di colpa per aver abbandonato Eva chissà dove, inoltre è invaso dal disorientamento per non sapere chi è, da dove viene, dove vada, e perché mai tutto ciò si chiami filosofia.

Chi si sradica dalle consuetudini resta solo, non sopporta tutte queste domande, e prima o poi finisce che beve, scommette, fuma, si droga, gratta e non vince.

Adamo, sfiancato da un approssimativo nirvana raggiunto con tre sole lezioni serali, decide di partire per nave alla scoperta del Nuovo Mondo e per ricercare la sua Eva.

Lì tenta la convivenza, nella speranza di raggiungere prima o poi il triangolo agognato.

Ma l'Eva americana stipula un nuovo contratto coniugale - Io faccio quello che mi pare mentre tu fai quello che ti pare - a interdire brutalmente quello mediterraneo - Io non faccio quello che mi pare per il piacere che tu non faccia quello che ti pare.-

Adamo è uomo del sud, non ha dimestichezza con le novità, dovendo scegliere in un conflitto preferisce far fuori l'Eva statunitense.

Ma in America, chi passa all'azione non viene perdonato, piuttosto seduto elettricamente.

Adamo riesce a fuggire da Alcatraz e torna al suo Mediterraneo.

Solo e senza lavoro, pensa a far denaro con la creatività made in Italy, tipicamente estrosa, validamente inutile.

Costruisce un igloo in Malesia, un bungalow in P.V.C. in Amazzonia, giostre per pinguini in Groenlandia.

Falliti questi propositi, deve decidersi: Sant'Egidio o i cartoni sotto il colonnato del Bernini.

Decide per l'India. In quei luoghi misteriosi, oltre all'appetito, perde anche nome e cognome. Per fortuna e per agilità, s'aggancia al cordone ombelicale di una certa Arianna, votata al masochismo. Ma, appena recupera il libero arbitrio, taglia il filo, non sopporta la saccenteria di lei nel fornirgli consigli su come vivere.

Non resta che fuggire, e correndo aumenta la distanza.

Adamo diventa maratoneta, attraversa New York tra uomini che guardano in cagnesco il suo colorito scuro e gli conficcano gomiti nel costato. Giunto ultimo, non può che difendere il proprio precario equilibrio squilibrando gli altri, percorrendo su uno skateboard la Quinta Strada tra la folla inferocita.

Per sopravvivere alla lotta, trova vigore prima con venti caffè al giorno corretti col Mistral, poi con anabolizzanti e anfetaminici.

Alla fine, infoiato dalla cocaina, non può che fuggire dai policemen della Grande Mela.

Non resta che avventurarsi su un'agile canoa verso l'isola di Crusoe alla ricerca d'una piccola mela coltivata biologicamente.

Ma tutti i giorni, carpe diem e silenzio, senza neppure un Venerdì che gli obbedisca, la vita si fa noiosamente insopportabile.

Torna quindi dallo zio Tom, ma questa volta con l'impeto del contestatore. Mister Hyde è il suo modello interiore.

Chi lo vede diavolo lo esorcizza, chi lo vede matto lo ricovera, chi lo vede povero lo prende a calci.

Non resta che tornare al numero uno: dalla vecchia madre Gea che lo manterrà con la sua pensione, lo imbottirà di nutella e tolleranza.

Oggi lo si può vedere correre sul lungofiume, agile snello glabro e palestrato, le sopracciglia sottili abilmente sfoltite e distanziate, il corpo fasciato da una tutina aderente color verde mela.

Ha tonificato i muscoli delle braccia, i muscoli delle gambe, i muscoli del sorriso.

Insomma, ci prende per i muscoli del naso: fa il disoccupato.

Ora che Adamo si è defilato, sulla terra è rimasta Eva. È lei che lavora e prolifica, che da sola porta avanti il numero due.