LE PAROLE TRA NOI

CARMINE LUBRANO

tra canzonette confetti e mutandine coi merletti

LA LETANIA DELL'ABATE CASTI E DEL FRA' GIORDANO BRUNO

c'era una volta una gatta ed il sapore di sale sulla pelle poi venne
un figlio il coniglio bianco Alice e la sua va-gina bambina
c'era una cosa chiamata poesia il bla bla il blu blu yè yè
non ti scordar di me non ho l'età per amare i cantautori
ma già ascoltavo De Andrè nel girotondo di un recitativo che mi ha cambiato la vita
di studente sempre primo della classe non-vedente nella nebbia di questo pantano

c'era una volta un prete brutto vecchio e puzzolente tutto guasto
dal mal francese scriveva con l'impasto infame Aretino recitava
oscenamente molesto nel veemente sonetto il sudiciume il
batticulo parabolico mistico simbolico ed il Giordano Bruno
il folgore sonoro e l'aquilone d'oro e li astri la terra il fuoco il mare
il bisbiglio trionfante de' credenti eminenti divoti e pazienti

sant' ignoranza santa stoltizia tra schifi insetti e tanti a chiamarli
santi
in processione portano il cristo legato con sacre parole intorno al rogo
il crudo gioco autorizzano l'inganno e la menzogna senza staffa
senza briglia sovra la terra impera la santa incorruttibile pretaglia

c'era una volta una gatta e per sette volte ti ficcavo la lingua in bocca

e tanto invoca Natale tanto si scorda tutto e tanto urla il vento
nella ballata dei proverbi

Vero

I nferno
L atte per le zanzare
L utto per debosciati
O noranze
N ebulose

la minestra di broda co' la lingua lapis yò yò yè yè
je t'aspette cocotte sa flutte sa flutte made-moi-selle culo rutto
le canzonette danze e piroette ho scritto e cancellato riscritto
e nuovamente cancellato foglie morte e fiori appassiti geni-tali
dipingo le parole con inchiostri colorati e come faceva lo scrittore russo
ma qui sono stampate in nero su bianco e scrivo
RagnaTela
in questo modo e sulla pagina stanca
mi cornamuso mi faccio pulcinello al cospetto di nudo deretano a pettinar
col foco la lana a le mammelle sbracio e nei pressi della rua rua
Catalana il Malpertuso covo di delinquenti e d'altro pertuso narro canto
mentre i morti ed i malati per le strade la città devastata mentre
morivano i sette cardinali e Laura il grande amore del poeta
e bisognò rifare le porte sistemare le finestre ad Avignone
e senza suonatori rinunciare al canto delle romanze al suono delle cytare
ccossi che fu chiamata guerra dei cent'anni illuminata dallo spirito santo

e qui regna amore juorno senza scuorno umore velenoso
che s'apre la piaga mostra la cisti nel fasto jastemma preiezza
strazia ove si posa interiora spumose mollami di schifa odorosa
misfatto infetto nudo immiserito sarà rogna e qui ci regna
amore co' la scorrenza de' corpo marjuolo ammore
affugato 'ndint' 'a l'acqua de li maccaruni digiune 'e criature
e qui regna amore tra i fumi i miasmi di un distributore
di guerra e d'uragano in queste bacheche cortigiane vecchie baldracche
scazzonando l'estrem'unzione faccette civette natiche untuose
screpolate come i vasi di CUMA ex voto intisichiti nell'odore
dell'acido fenico qui regna amore tra ferro cemento preghiera
che incanta come un abito stinto sementa come in cancrena
come t'insozza come ti eccita il secreto di questo pantano

c'era una volta una gatta acrosticanto pio santo
P utte purgate pulcinellando padreterni
A nime anemiche d'anestesia architettate
D ivaricando diottrie diarroiche
R osse radiche rostri rospi ruvide
E morroidi d'endecasillabi eloquiando
P aternostrum patetici in postriboli putibondi
I ncuneando icone iaretiche ionizzate
O stie ostinate d'orpelli onorifici d'ognissanti
in putrefazione
padrepio con vaschetta e sassolini e così che sembra la fata turchina

le parole sfuggite dalle canzoni come mazzolini di febbre irti tra i rovi
s'io fossi la notte e che basta chiudere gli occhi per sentire il sapore
la fuliggine delle tue labbra il Cantico dei Cantici la preghiera
dell'abate Casti e del fra' Giordano Bruno spagnuoli zitelle e
sgherri sguainare ferri e gonnelle coltella peccati e bagagli

le più belle sozzure rimosse rimesse co' cucchiajoni a forza
imboccano di rospi e di scorpioni le pertosa della carne
un pasto coi baci della pece e col segno della croce
col segno della croce scirri e tumori durezze incomodi malori
e lo chirurgo a tagliar mamelle e cazzi col segno della croce
al rogo l'amore la gatta con la macchia nera sul muso
i cantautori e l'aquilone in forca la lengua all'acqua lanfa
lengua fregagnuola graffiasanti al rogo a la forca e col segno
della croce
'e vers c'era una volta una gatta decotto d'ortica starnuti
d'amore
ragazza strafottuta che vi chiede la tariffa diecimila sesterzi
con tutti questi poeti coltelli il tuo Catullo impazzito e co'
pesci grifagni
nello stagno e senza mai fermarmi nove volte voglio chiavarti
con le primizie del poema de' porci con la luna bastarda dei tuoi
cicli mensili in questa
Confraternita dei Puttanieri alla Taverna della Minchia
scrivendo sui muri :
stanno qui quelli col culo rotto piccole canaglie
coniglie che fregano i denti col piscio e tra pianti scatarrati
col segno della croce al tempio di Serapide

'e vers 'e vers 'na palomma jastemma e vo' sape' pecchè
pecchè

Carta canta

carta canta oltre i labirinti in eximia verba

carta canta oltre i labirinti in eximia verba
ora che il germe dalle iridi fonetiche
si cede si concede e tra pece e spago
alla algebrica dimensione orphica
e sui fianchi del sudario incontra
lo squarcio lo squarcio incolume
spettrale della intensità quale sbadataggine
magnifica et infernale feriale vacanza
dal dire dal fare infidelium
dal contenuto figurativo il putiferio vaginale
sanguina la sagoma adorna sanguina
teoremi orali e dove ancora il getto verbale
dissolve qualsiasi nube o traccia
fra i versi centrati regolarmente sul foglio
ispessito e non c'è soluzione alcuna

La nostra avanguardia e la loro: ma
la loro è atrofia mentale e conigliume mimetizzato!
così scriveva Luca sulle pagine di Linea Sud
ed Edoardo Sanguineti anderà in pregione

Stelio Maria Martini o l'obliosa revulsione
tra incerti velivoli innominabili
tra la "nebia et il sole" palesando
altresì la necessità di capovolgere
la sigla di poesia sperimentale in esperimenti di poesia
ora ingialliti dalla URSSura
da compiacimento Est-etico dei significati e dei Segni
mentre occorreva subito un gesto di ribadito
distanziamento dalla fogna MECrdosa

e dove si versa questo verso plasmato
dalle circostanze per esempio la proprietà
la religione la propria libertà
ingoiando l'urlo e lo sbadiglio nel dubbio
che si mastica le budella nell'amore liquido
lutto della carne schizzo fangoso sul muro bianco
che si lecca gocciolante si piscia sull'incipit

si prendano sei romanzi e se ne faccia uno solo
l'Ulisse nel labirinto con la noia di un viaggio
al termine della notte e dopo il gioco dell'oca
ecco il tropico il tropico del cancro e così via
Alberto Spagnoli nel suo romanzo
e sulle pagine di ant.ed declinando ogni responsabilità
nell'assemblage se si suo solo segno suono senso senza spazio
significa ed Arrigo Lora-Totino col suo progetto
verbale parziale totale di riorganizzazione sintattica
in base a criteri di ordinamento alfabetico
o lunghezza dei vocaboli esso essa suo mi suo
io solo soltanto come me no appena senza come
così posso dare posso esprimere è sono significa
e rendere remordere me carte
diramina daricola serse cariali
al crocevia della speranza per la nuova specie
l'homo felix impaziente di recitare
la felicità smarrita alla bella addormentata
che sia un prato un fiore morto o la corda dell'impiccato
citandoti i tentacoli nei maremoti annunziati
e queste parole come ulcere molli come cimici e così prive di sesso
votate al decesso in caduta libera depresse continuamente
sottoposte alla rima del vomito fecale

'a tempesta 'a tempesta
ora il germe si cede si concede
e sui fianchi del sudario
incontra lo squarcio
e nella magnifica et infernale vacanza
senza ragione o pura paura o noia
sopra le pietre delle case distrutte
da questa guerra fuori porta

e così che ritorno(forse) da dove sono andato via
per fare una poesia come bene di consumo
incartata confezionata e con il certificato
di garanzia e senza eccitazione alcuna
così che t'innesco il megavirus
così ti pesco con la lisca nel bosco
ed il feto losco e t'infiasco
lo sciacquone per la scialorrea

e così che ritorno e così che mi ritrovo di nuovo
a Parigi per proporre i miei testi in franco-napoletano
quale poietica invenzione altra per un'altra
possibile avanguardia tu charme a l'ombre
ma blonde caresse lasse lasse stu core c'ampasse
ed il pubblico calorosamente applaude
e così come ad Arezzo per Confluenze
con Bettini Sanguineti e Spatola
una lingua fatta di lacerti e di giochi verbali
sberleffi e la prossima estate

la prossima estate a squarciagola voglio cantare
e da Milli Graffi copiare : ricordo il mare
di carta che ha prodotto il mio incontro con Edoardo Sanguineti

la prossima estate voglio regalare fastose libellule
ad Annalucia ancora letanie dall'amaranto
ora che il tempo dell'incanto non causato ma causante
frusta ai fianchi con una parola una sola parola sola
solitaria unica
per non più conoscere non più abitare e disapparire

e così la prossima estate
comme a na luttaria comme a na frennesia
sarà urdica e palomma sciorta nchiuvata
tra scelle 'e suonno chino 'nchiavato

tempesta d'ammore
'a tempesta 'a tempesta
'a tempesta de chi t' è muorto

e quanno se calma stu mare?
quanno se calma?
priate priate marenare 'nmbriachi
da se possa pittare celeste stu mare stu cielo
e sta jurnata nera nata ch'a mmana smerza
priate priate bevete 'nmbriacatevi
vuie pezziente e disgraziate anime malannate

'o cielo lampeja
sputazza 'ngrifato 'npazzuto jastemma
'ncurnato chiagne lacreme amare
'ndint' 'a stu pisciaturo 'nfracitato
addo' tutti hanno pisciato
zoccole e vajasse stuccajuoli ninni nenne
fetusi e ammalurati tutti hanno pisciato
cu 'e piaghe verme ose
e mo' è tutto nu pantano velenuso
ch'abbrucia spertosa li pertose de lu naso
comm' 'a strummolo trase trase e fete assai 'o ssai

e che te dico te dico che fauzo sto parla'
ca tengo nu chiuovo mpezzato rinto la capa
tengo ntrezzate sciamma e sciure
mpont' a lu musso comm' a puparuole russe
'nmiez' a prune pugnente
arriseco nu sciusce 'e viento p'annure spugliare
ccussì ca fessa e culo te possa guardare
e 'ndint' 'a sta tempesta scapezzare

'a tempesta 'a tempesta
mo' teng'ammore
e carta canta oltre i labirinti
preiezza e rapesta urdica e palomma
comme a na luttaria
comme a na frennesia

inedito (testo ultimato ora,dopo aver letto i post di Milli Graffi e Stefania D'addato-su Sanremo- e qui dedicato a Milli,Stefania, Annalucia Cudazzo, Carmen De Stadio e poi ultimi,ma non ultimi Gino e Assuntina . E che vorrei leggesse Gualberto Alvino. . .) Mi farebbe piacere un parere da parte degli amici e nemici,non solo "like". Grazie.