Per la Critica

APPUNTI ESTIVI: CHI CI SALVA DA SALVINI?

di Francesco Muzzioli

Il noto ministro, anzi bisognerebbe chiamarlo premier-di-fatto, colui il quale non cessa di mostrarsi a destra e a manca (ma soprattutto a destra) tonitruante e smargiasso, non ha cessato neppure in vacanza di voler essere al centro della situazione, non solo con dichiarazioni bellicose, ma anche presenziando nelle cronache spicciole, prendendosi anche in riviera più bagni di folla che di mare ed inoltrandosi senza paura né ritegno nella selva dei selfie.

Al mare c'è stato davvero, tutti ne abbiamo viste le immagini in diretta, ma c'è intanto da lamentare una scarsa fantasia: uno di Milano dove va in vacanza? A Milano Marittima! Ma via! Allora uno di Campobasso dovrebbe andare a Marina di Campo, uno di Firenze a Firenzuola, uno di Roma in Romania (e si potrebbe continuare: uno di Rovigo a Rovigno, uno di Lecce a Lecco e via ad libitum). Ma non era il governo del cambiamento? Davvero colpisce una tale mancanza di diversificazione logistica!

Sarà coerenza, dirà qualcuno, o testardaggine sulle radici. In realtà mi pare che il personaggio in questione, senza volerlo e senza saperlo, sottostia a una intrigante serie paradossi, e non parlo mica del governo contro natura... È o non è ministro degli interni? E allora perché si interessa soprattutto degli esterni? La stessa vacanza in luogo di mare ha sottolineato, se ce n'era bisogno, la cosa: altro che interno, è un ministro posizionato sulla linea dei bordi!

E prima di ogni altra osservazione, è paradossale onomasticamente, il Salvini: si chiama così uno che rifiuta i salvataggi! Davvero mai nome fu meno omen... Lo ha colto un intelligente manifestante che è sceso in piazza insieme a molti altri esponendo il cartello "più salvati, meno Salvini".

Ma torniamo sulla spiaggia, che è qui l'argomento particolare: il ministro tra le svariate immagini che ha prodotto costaggiù in felici pose ridenti e fuggitive ne ha diverse in costume da bagnante. Suppongo che il consigliere dell'immagine gli abbia detto: "Mostrati come tutti gli altri, uomo comune, se non uomo qualunque. In questo modo stimolerai l'empatia necessaria ad avanzar nei sondaggi sulla via di irresistibile ascesa ad osannato leader". Detto fatto, ed eccolo in braghettoni sull'arenile. Un semplice corpo (petto in fuori, però) tra i villeggianti villoso quanto basta. Non lo ha fermato né indotto a titubanza il timore delle conseguenze dell'esposizione solare, la preoccupazione che scurendosi di pelle avrebbe potuto accentuarsi quella sembianza, come qualcuno mi fa notare, vagamente araba nel taglio di capelli e nella barba. Ma no, impossibile, avrà pensato, è chiaro che la notorietà impedisce comunque di scambiarlo con gli odiati Altri, clandestini e infiltrati!

Ora, però, attenzione: in una delle foto lo si ritrae accompagnato dai poliziotti con moto d'acqua. Eccola:

Anche qui ci potrebbe esserci lo zampino del consigliere all'immagine. Infatti, se interpretato bene, il messaggio comunica: eccomi vicino alle forze dell'ordine a presidiare le coste nazionali, costi quel che costi, io impedisco gli sbarchi anche in vacanza! Ma il messaggio, come sa chi conosce soltanto un minimo di decostruzionismo, può anche essere interpretato male, perché contiene significati secondari e polisensi aggiuntivi: ad esempio, non si potrebbe pensare che sia proprio lui l'arrestato in mezzo agli agenti che lo stanno tenendo fermo? E poi, guardate bene se non sembra la situazione ludica di un finto andar su moto per prova divertente con tanto di soddisfatto bel sorriso infantile, da bambinone che è stato da piccolo poco redarguito dai genitori. E allora lo potresti vedere, se attivassi gli occhi di una immaginazione a contropelo, mentre, dopo aver infilato il dovuto gettone, ondeggia artificialmente come in una locale sala giochi o luna parkino balneare, magari nella non lontana Mirabilandia. Tra l'altro i poliziotti fanno benissimo a trattenerlo, perché le moto d'acqua sono state proibite vicino a riva essendo pericolosissime, a rischio di beccare inopinatamente la capoccia o la cuffia di nuotatore semi-immerso nel crawl. Fai pure la foto, ma scendi subito di lì...

Ma c'è una cosa ancora da notare, forse sfuggita al giornalismo disattento e superficiale. Alle prodezze del nostro e proprio quando affermava stentoreo "Evviva la Romagna, altro che Maiorca", non l'avesse mai detto, il mare in questione ha risposto con una certa evidente irritazione per le eclatanti sbardassate politicose. Prima dell'arrivo del ministro era - lo giuro, chiedete conferma a chi volete - limpidissimo e pieno di guizzanti branchi di saraghini addirittura presso il bagnasciuga, tanto de far venire l'idea di mettere in atto una pagliaranesca pesca alla tratta. Come è come non è, dopo il passaggio del suddetto a tronco nudo e a briglia sciolta, invece l'amarissimo (cioè l'Adriatico, così chiamato da quell'altro sovranista d'antan del d'Annunzio, che però almeno sapeva scrivere) insomma il detto mare si è impeciato di melma mucillagginosa, come si può vedere qui in questa foto scattata il successivo 7 agosto in località dei dipressi circonvicini:

Neanche le burrasche hanno avuto l'effetto di eliminarla del tutto, al massimo hanno sballottato la limacciosa poltiglia. Tra parentesi la mucillaggine non è dannosa, no di sicuro, ma ha alcuni spiacevoli effetti: 1) puzza, 2) resta attaccata al corpo resistendo a varie docce, 3) lascia una vaga coloritura sul verde.

Forse al ministro leghista il verde ancora piace, ma non è questo il punto, e non lo è neppure la mucillaggine, alla fine. Non dico mica che abbia portato sfiga, ci mancherebbe, absit iniuria verbis, però è un fatto che la stagione estiva è stata sfigatissima e magari fosse stato soltanto per la malattia delle alghe.

Dico solo che a uno che vuole "chiudere il mare", il mare non può manifestare la sua amarezza altro che spetezzandogli contro...