Uno sguardo dal ponte

Antonio Spagnuolo,

ISTANTI O FRENESIE

Antonio Spagnuolo (Napoli 1931), presente in numerose mostre di poesia visiva nazionali e internazionali, è inserito in molte antologie e collabora a periodici e riviste di cultura. Diri- ge la collana di poesia per l'editore Kairòs di Napoli e il sito (https://antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.com). Ha pubblicato, dal 1953, numerosi volumi di poesia, quattro volumi in prosa (romanzi e racconti) e per il teatro i due atti de Il cofanetto. Per puntoacapo ha già pubblicato Ultimo tocco (Postfazione di Mauro Ferrari, 2015). Fra i più recenti Premi vinti, il Premio speciale al Camaiore 2014, il Premio Libero de Libero 2017, il Premio Sal- vatore Cerino 2018, il Premio L'arte in versi 2018 e il Premio N. e C. Di Nezza 2018. Ritmi del lontano presente di Massimo Pamio esamina le opere edite tra il 1974 e il 1990, mentre Plinio Peril- li, in Come l'ombra di una nuvola sull'acqua (Kairòs 2007), analizza le pubblicazioni fra il 2001 e il 2007. Nel 2018 Elio Grasso e Bonifacio Vincenzi realizzano per lui il primo volume della collana "SUD i poeti", edito da Macabor.

È stato tradotto in francese, inglese, greco moderno, iugosla- vo, spagnolo e rumeno.

Leggere il mondo con la lente deformante di un pre- sbite: questo, al primo impatto, sembra suggerire la nuo- va raccolta di Antonio Spagnuolo, Istanti o frenesie, ovvero un'interpretazione quasi impotente di un quadro labile, la realtà, che necessita di un referente lontano, intermitten- te, necessariamente incompiuto, per esistere in sé. Ebbe- ne, è in questa distanza mai data nella sua interezza, che s'impone un linguaggio forte, spesso distonico, capace di legare le frequenti pause liriche allo scorrere incessante e lacerante del tempo: è un dio insolito, quello che ispira la lingua di Spagnuolo, e dall'alto cesella e scolpisce artigia- nalmente le pagine del libro attraverso una serie di sugge- stioni visive e squarci analogici come mai prima d'ora nella ricerca poetica dell'Autore.

Ne deriva una originalità compositiva unica nel suo genere, in cui coesistono segmenti espressivi vari e in contrasto tra loro . . . (Dalla Postfazione di Ivan Fedeli)