ANTONIO MARIA PINTO ANTOLOGIETTA

Da LE CARABATTOLE DEI CARABI (1994)

EPIFANIA

Il serpente alato sorvola

l'albogatto,

i porci lo scrutano allibiti

scuffiando all'insù.

Ma l'alivolo rettile

rettifica il suo aspetto

e ridotto a lucertola

zampetta nello zillo lunare.

I cani e i corvi increduli

chiedono alla zingara

di dedurre un oroscopo

dall'orpello appena apparso.

Ma l'oniromanzia

manca d'impeto diavolesco

e non scalfisce

l'arcano arcavolo dell'arte.

MALIA DEL CREPUSCOLO

Il mare è un granello di miele,

le onde danno un tocco d'anarchia

al monotono tramonto truité

mentre il soffio soffuso delle fate

scarruffa le nuvolette golose.

L'APE APRE APRILE

L'ape apre aprile appena può posarsi

sulla possibile bellezza primiziale

della brezza che zampilla dal mare.

SETTEMBRE BRIZZOLATO

Sgrappola nel mosto settembre brizzolato,

farfuglierà la gromma e tornerà la neve

a sequestrare i tetti tutti abbottonati.

FIGURINA ASTRALE

Spiando il planetario sorprendo

le Irregolarità in processione

disegnare geometrie trasgressive,

transennare le stelle e gli asteroidi

mentre il sole colloquia tranquillo

con Sirio e Procione.

IL COLIBRÌ

Batte batte il colibrì

col becco bruciato

sul cuore della casta scintilla

e riceve il vezzo folgorante

di un sole femmina.

LUCIBELLO BELA

Gennaio germoglia

nel villaggio dei ciabattini giucchi,

transita nei ceppi dei lecci.

I camini soffiano trifumi a frotte

nel naso solito del cielolupo.

La neve inventa un talismano mantico

nel centro cenobitico della piazza zotica:

Lucibello bela.

INCONTRI A MEZZODÌ

Le bisbetiche salamandre

slinguettano sui sassi tondi

e incantano l'arcobaleno

con risatine aureolate.

Passo dopo passo rincontro

i grilli fanfaroni

che saltano a pizzicotti

sulle forti natiche dell'estate.

M'intrufolo curioso

nella tana ben curata della talpa

e ascolto il suo canto stonato.

LE ASSEMBLEE DEGLI INSETTI

Nel conclave delle mosche

gli armadilli ammogliati

divorziano dalle zanzare,

lo scarafaggio rompicollo

aggredisce le fragole ercoline.

Nell'assise delle farfalle

lo scarabeo ammosciato

dagli scartafacci dei poeti

rosicchia paroline metricate

e rigurgita acrostici aromatici.

LA FAME DELLE FAVOLE

L'immagine minuscola

di un omino immangiabile

si gonfia nelle favole affamate.

E il nano angelico affonda

nell'onda nottambula.

Una donna misericordiosa

ricuce l'alba smembrata

dalle mascelle dei marosi.

BUIO BARBOGIO

Le stelle stingono

il buio sospettoso

che le accarezza

fingendo amore

mentre schernisce

il brillare inconsapevole

che lo ferisce.


da ISTORIETTE (1999)

I POETI

Il carabo capriola

nel bric-à-brac caotico

delle bricche letterarie,

articola almanacchi

di allegre allegorie.

Il gallo si sgola

per radunare i numeri,

i nomi nomadi, i verbi bradi,

per dar ritmo all'aritmetica,

brio alla farandola poetica.

Il martin pescatore

l'allodola alluma:

coriandola il sole

nelle rime d'amore.

Il batracio bindolesco

dà un bacio alla cicigna:

s'arrotola la luna

nei sonetti delle blatte.

Il dodo dadaista

dileggia l'usignolo,

gli dice: "sei l'artista

più strullo e più pignolo,

i tuoi gorgheggi rari

già mischia nel paiolo

la musa dei giullari".

SPIGOLATURE

Nel mare mariolo è seppellita

la rimaiola luna.

La piangono le vongole,

la ninnano le balene bambine,

la pungono le spigole,

l'ammacca la marmaglia delle acciughe.

Del calamaro l'anima nera

nel calamaio dispera

la buca il becco cacografo

del grifone calligrafo.

La manta non ammira

il rambo delle rime,

non ha l'arte nella lisca

del rombo futurista.

Lo squalo è un qualunquista:

divora i gialli delle sardelle,

i rosa garbati dei gamberetti,

le sciatte appendici delle alici.

Il gusto dell'aragosta

è invece sopraffino:

ama l'epica del tonno,

la dolce lirica del nasello.

Un merluzzo zitellone

è aggredito dalle attinie.

Il granchio lo rincorre

per carpirne i racconti

e farne grappoli di versi

dagli acini malinconici.

SCARAMUCCE

La pispola pispiglia

begole e bagattelle:

il bruco si ubriaca,

la pispola lo beccola.

L'upupa e il pappagallo

brigando a chiapparello

disgarbano al sonnello

lurco del pipistrello.

Il gheppio si fa gabbo

del nibbio con la gobba.

Il nibbio si corruccia,

il gheppio è sulla gruccia.

La band dei rizzaculi

col riff del sassotromba

sbaraglia la quadriglia

del clan dei curculioni.

TOPO FA PIPPO

Topo fa pippo e spippola

i pippoli al pippione

del pan buffetto e spippola

il poggio del pippione

alla poiana e spippola

della poiana il pioppo

al pomo dello schioppo.

IL MAGO MACACO

Il mago macaco, astruso astrologo,

astrae dagli astri oscuri oroscopi.

Il mago macaco predice alla bertuccia

che terrà a battesimo un blues bohémien.

Gabba il gibbone, bubbola il babbuino

col pimperimpèra pimpirimpì.

ALLEGRO DA PIDOCCHIO

Allegro da pidocchio

sbicchiero nella ciocca

del ciompo pifferaro:

gli rendo il suono avaro,

la nota storta e tocca,

il canto tutto un ticchio.

Canzonelletta lesta

sermona a questa testa,

strappale perpescenza

e schiaffaci scemenza.

QUANDO LA PIOGGIA MI BAGNA LA GNUCCA

Quando la pioggia mi bagna la gnucca

chiedo all'ombrello di aprirsi di botto,

quello mi guarda e mi dice "Fra locco!

L'acqua che casca su testa di gnocco

fresca le pigne filtrando nel cranio

mentre mia seta strubbiata dal picchio

grugna alla grossa ché piova impatacca

belli arabeschi ch'adornan gli spicchi".


Da SONÀR. ALLEGORIE DELL'OMBRA (2002)

ANDEMO, GALANTOMO

Andémo, galantomo,

que la pequeña barca

xe de martuffi carca,

xe stuffa e sbuffa como

el feo e viejo gnomo

gh'ha anelo da monarca,

cabeza aliegra e parca,

el graso sangre indomo.

Podemo in barca fare

le tour de la Serena

amata e cuando el sol

será picante amare

- bona polastra, in scena! -

dovrò finch'ela vol.

CCHIÙ 'A BONITA PROMETIDA

Cchiù 'a bonita prometida

nun el jugo d' 'e cerase

sucerà dint' 'a stu core

que la playa de la mort

sulitario lorsque il sort

mmiez' a noche muy querida

il habite vattenno ll'ore

pe llamar da' 'e buie case

su estrella sapurosa

da zi' viento e cumma' ola.

encantada, en mar tombée.

Chilla mala agua espumosa

cruellement juga a la bola

cuando 'o sole turna 'o rre.


Da L'ALBERO DEL MALAMORE (2006)

L'Osteria Della Misericordia è il confine meridionale

Dell'architettura celeste, è l'etereo luogo ideale

dove si medica col vino l'ansia ascensionale

dei pellegrini che dal basso salgono sorpresi

del persistere dei sensi non disfatti ma illesi

e, fosse anche del gusto immateriale mimèsi,

si godono il sodalizio dei corpulenti rossi,

le caute variazioni dei bianchi, appena mossi

alcuni dall'aria frizzantina da canzonetta estiva,

nell'illusorio incontro conviviale

con le grasse maschere della scarna diva.

*

Sottovoce,

l'anima sonora dei colori insidia,

depaupera, cerca di sbiadirne i toni,

sfinirli, farne sfumature apatiche

del grigio, pelle sottile d'ombra.

Sottovoce,

perché lui è un mostro discreto,

un mastodonte di cristallo costretto

dalla sua fragile essenza a maniere

pacate, a tenui atti d'offesa.

Sottovoce,

tenterà di sciogliere il tuo nome

dal tempo, allora dovrai esplodere

per frantumarlo e dopo ricucire

con pazienza i tuoi brandelli.

LA FERREA REALTÀ DELLA SPERANZA

Gli alfabeti convolano a nozze.

I molteplici si uniscono in matrimonio,

trasudano la storia e istaurano

il comunismo perfetto dei segni.

Assurda come un miracolo,

l'armonia ideale sfida

la dittatura del-pessimismo,

riduce l'errore a mero accidente

svia la devianza, afferma

la ferrea realtà della speranza.